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La gratificazione economica del dipendente non è la sola variabile che entra in gioco quando si affronta il delicato tema del benessere in azienda. Certo, la remunerazione rappresenta sicuramente una parte importante quando si tratta di lavoro, ma per rendere davvero soddisfatta una persona che lavora per noi, occorre anche fornirle una serie di opzioni utili per il benessere psicofisico che, alla lunga, potrebbero fare la differenza in positivo.

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La paura è una delle emozioni più naturali eppure, in chi la prova, lascia sempre uno strascico negativo che difficilmente tende a scomparire. Perché si ha paura? Vi sarà capitato molte volte di porvi questa domanda senza tuttavia trovare una risposta esauriente. Generalmente, oggi più che in passato, la sensazione di non poter tenere tutto quanto sotto controllo genera  paura che, se non correttamente affrontata, si trasforma in poco tempo in angoscia e preoccupazione. La paura, di per sé, è infatti una emozione positiva: ci fa fiutare il pericolo e ci consente così di evitarlo prendendo le giuste decisioni. Quando però si eccede, quando cioè si comincia ad avvertire "paura della paura", a viverla fuori contesto o in modo esagerato, questa si tramuta in qualcosa di decisamente più pericoloso per la nostra salute mentale. Si trasforma in angoscia, in preoccupazione, in emozioni che non sono assolutamente positive ma che, al contrario, ci appesantiscono togliendoci lucidità mentale.

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"La motivazione è la forza motrice che porta un individuo a comportarsi in un determinato modo al fine di raggiungere uno scopo". In questa celebre frase dello psicologo americano Drew Westen è raccolta tutta l'importanza di trovare motivi e stimoli sempre nuovi per centrare ottimi risultati non solo nella vita privata ma anche sul lavoro, che riveste un ruolo di primaria importanza nell'esistenza di ognuno di noi.

E' proprio attraverso il lavoro, infatti, che ci emancipiamo, riceviamo gratificazioni, ci rendiamo indipendenti e autonomi. Lavorare con la giusta motivazione è dunque il segreto per raggiungere prestigiosi traguardi e allo stesso tempo, vivere la professione con il giusto mix tra serietà e leggerezza.

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L’ascolto attivo e l’empatia possono contribuire a migliorare i rapporti di una persona sul luogo di lavoro, nelle relazioni di coppia e nelle relazioni di amicizia, nelle situazioni di stress e nei momenti in cui si devono prendere decisioni importanti. L’ascolto attivo e l’empatia possono essere legati tra loro, il primo funzionale alla seconda, ma non sempre chi è capace di ascolto attivo riesce ad essere empatico, mentre chi naturalmente è più empatico, avrà più facilità ad avviare l’ascolto attivo.


Che cos’è l’ascolto attivo?
L’ascolto attivo è una tecnica di ascolto che si può apprendere per favorire la comunicazione tra due persone. L’ascolto attivo consiste nell’ascoltare attivamente l’altro e nel cercare di capire a fondo quello che sta dicendo. L’ascolto attivo aiuta a creare un flusso di comunicazione e ad evitare i blocchi della comunicazione, facendo leva su quello che dice l’interlocutore, soffermandosi sui dettagli, rivolgendo domande per approfondire.


Che cos’è l’empatia?
L’empatia è la capacità di ascoltare profondamente l’altro, non tanto con le orecchie quanto con il cuore e il sentire personale, immedesimandosi nella sua persona e tenendo da parte il proprio ego e la propria storia personale. L’empatia permette di entrare in contatto profondo con l’altro, di metterlo a suo agio perché si sentirà capito, di comprenderlo realmente per quello che è o sente, senza giudicare o criticare.
L’ascolto attivo può essere funzionale e favorire l’empatia, può fungere come porta d’accesso ad un sentire più profondo e ad una vera e propria empatia.

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