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Recentemente ho partecipato  al Meeting Nazionale della CIG (Centro Italiano Gestalt); un incontro annuale rivolto a professionisti che si occupano di: comunicazione, counseling, psicoterapia, educazione e sostegno scolastico, insegnamento e benessere della persona; con il Presidente Dott. Raffaele Appio ed il Direttore Scientifico Dott. Paolo Greco e l’intervento di molti esperti in Gestalt.

Il meeting quest’anno si è occupato di Amore, Cura e Tenerezza ed i temi trattati sono stati molteplici e tutti interessanti ma, vorrei cogliere l’occasione per affrontarne uno anche se brevemente, quello della Fragilità.

Quanto Amore, quanta Cura e Tenerezza abbiamo per noi e per le nostre relazioni ed in tutto quello di cui ci occupiamo ? Riusciamo ad essere aperti ed accogliere la nostra fragilità e quella dell’altro facendola emergere per poi diventare un elemento di contatto ?

Probabilmente se nell’infanzia non abbiamo sperimentato cosa sono l’Amore, la Cura e la Tenerezza, da adulti sarà più difficile farlo. I corpi sono fatti per interagire ed i vissuti emozionali emergono ai confini di contatto con l’ambiente e con l’altro; per questo è fondamentale aver sentito le braccia forti della mamma e del papà, ottenendo così tanta forza e la sicurezza di osare.

Ma in un mondo dove tutto sembra intriso di perfezione, dove non è permesso sbagliare, c’è bisogno di trovare un posto alla nostra fragilità emotiva; proprio perché è questa che riesce a farci essere autentici ed ad riattivare in noi l’ascolto interno.

Se diamo il giusto valore alla fragilità questa, farà affiorare la nostra forza.

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